15/02/2019

Approfondimento sulle criticità nel riconoscimento dei crediti per la formazione degli ASPP/RSPP.

Dovendosi aggiornare sia come RSPP che come formatore qualificato in materia di salute e sicurezza sul lavoro, la frequenza di un corso di aggiornamento di 40 ore per RSPP è valida anche come aggiornamento per la qualifica di formatore?

L’aggiornamento dei formatori è regolamentato dal D.I. 6/3/2013 secondo il quale:

“Ai fini dell’aggiornamento professionale, il formatore-docente è tenuto con cadenza triennale, alternativamente:

 - alla frequenza, per almeno 24 ore complessive nell’area tematica di competenza, di seminari, convegni specialistici, corsi di aggiornamento, organizzati dai soggetti di cui all’articolo 32, comma 4, del d. lgs. n. 81/2008 s.m.i.. Di queste 24 ore almeno 8 ore devono essere relative a corsi di aggiornamento;

- ad effettuare un numero minimo di 24 ore di attività di docenza nell’area tematica di competenza”,

Quindi l’aggiornamento stesso deve essere svolto per ciascuna delle aree tematiche (normativa/giuridica/organizzativa, rischi tecnici/igienico-sanitari e relazioni/comunicazione) e che, se per lo stesso si è scelto di frequentare dei corsi questi devono avere la durata di 24 ore per ognuna delle aree tematiche per un totale complessivo quindi, per tutte le aree, di 72 ore.

L’aggiornamento degli RSPP, è stato invece regolamentato con il punto 9 dello stesso Accordo Stato Regioni del 7/7/2016 secondo il quale è necessario frequentare nel quinquennio un corso della durata minima di 40 ore avente un contenuto che deve vertere sulle seguenti precise tematiche indicate nello stesso Accordo:

- aspetti giuridico-normativi e tecnico-organizzativi;

- sistemi di gestione e processi organizzativi;

- fonti di rischio specifiche dell'attività lavorativa o del settore produttivo dove viene esercitato il ruolo compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, quelli collegati allo stress lavoro-correlato, quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all'età, alla provenienza da altri Paesi e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro,

- tecniche di comunicazione, volte all'informazione e formazione dei lavoratori in tema di promozione della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

 Con l’Accordo del 7/7/2018, inoltre, secondo quanto precisato nella sua premessa, si è voluto anche dare attuazione alle semplificazioni volute dal D.L. n. 69/2013 (decreto del fare), convertito con la legge n. 98/2013, con il quale il legislatore ha voluto affidare alla Conferenza Stato Regioni l’individuazione di crediti da riconoscere in caso di percorsi formativi i cui contenuti, in tutto o in parte, si sovrappongono tra di loro. Nell’ambito di tali crediti, al punto 9, è stato stabilito che:

Ai fini dell'aggiornamento per RSPP e ASPP, la partecipazione a corsi di aggiornamento per formatore per la sicurezza sul lavoro, ai sensi del decreto interministeriale 6 marzo 2013, è da ritenersi valida e viceversa”.

La conclusione che si può trarre è che individuando delle sovrapposizioni nella formazione dei vari operatori di sicurezza e fissando un sistema di crediti formativi con il solo fine sostanzialmente di ridurre le ore da dedicare alla formazione stessa fa capire, in definitiva, quanta poca importanza viene data all’istituto della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro che invece è posta alla base della prevenzione e che non può essere generalizzata  ma deve essere mirata agli specifici obiettivi di sicurezza che si intende raggiungere.